sabato 3 agosto 2019

1946 - reperto storico - Bollettino di una Diocesi



In uno scatolone di casa ho trovato dei vecchi romanzi d’appendice incartati con pagine di giornale dell'epoca.
Uno era foderato con il Bollettino della Diocesi di Tricarico, del settembre 1946, un mensile destinato a parroci e fedeli.

Il tema principale delle “Comunicazioni della Reverenda Curia” è la trascuratezza dei parroci “in difetto” di adempiere al loro dovere.
E quale è il principale dovere del parroco?  Ma ce lo spiega il Bollettino:
 “Inviare lestamente le offerte raccolte il giorno della Epifania” e durante la quaresima (beh, siamo a settembre!!), e anche “versare le quote del 10%” e le restanti percentuali spettanti al vescovo, risalenti addirittura all'anno precedente.
E poi dice: “Non una volta soltanto” è stato ripetuto che i Parroci devono mostrare i conti di tutte le feste religiose.

Mostrare i conti?

Ma allora qui si insinua che questi sant’uomini, in larga maggioranza, si intaschino i soldi che i fedeli donano affinché si interceda sulle loro pratiche penali in paradiso e che barino sui rendiconti? 
Si vuol forse dire che essi ingannino i loro ingenui fedeli? E tentino di ingannare altresì il superiore organo curiale?
Beh, se lo scrive il loro capo, a noi non rimane che crederci, se già non lo sapessimo.

Ma via, era il 1946: oggi i preti si sono emendati e redenti e non lo fanno più. 
Io ne sono certo.


Voi che ne dite?



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